Mi scappa la pipì come e quando togliere il pannolino

 

Ecco un altro articolo che avevo scritto su Felice-Mente e che ho pensato di riportare qui. Arriva l’estate e tutte le mamme iniziano a pensare di togliere il pannolino al proprio piccolo, vediamo insieme come fare.

Iniziamo con il dire che il controllo sfinterico (capacità di trattenere cacca e pipì) è maturo tra i due e i tre anni e ogni bambino ha la sua capacità e maturità che differisce da quella di un altro. E’ inutile quindi generalizzare su questo punto oppure affannarsi e impuntarsi intorno ai due anni, si finirebbe soltanto con lo stressare il bimbo.

Un altro punto fondamentale da prendere in considerazione, al pari di ogni cambiamento e come abbiamo visto per il biberon, ne ho parlato qui

Aiutoooooooooooo si è rotta la tettarella, piccoli consigli per evitare il panico

È importante che il bimbo non stia vivendo periodi di stress o altri cambiamenti.

Ci sono alcuni segnali che indicano che il bambino è pronto per questo passo, trovare il pannolino asciutto il mattino è il primo e più importante elemento che indica la prontezza del piccolo all’eliminazione del pannolino, significa che gli sfinteri sono maturi alla ritenzione delle urine per almeno otto ore. Un secondo elemento è osservare il pannolino durante il giorno se vi accorgete che è sempre più asciutto allora il bambino è sufficientemente pronto a compiere il passo.

Lo sviluppo del linguaggio del bambino è un aiuto importante, il fatto che il bambino sappia dire pipì e cacca e soprattutto che ne conosca la differenza, costituirà una marcia in più per questo passo.

Importante, inoltre, è sentirsi rilassati e tranquilli nei confronti del bambino, questo lo aiuterà ad avere più fiducia in se stesso e a sentirsi tranquillo senza pannolino.

Alcuni bambini particolarmente maturi chiederanno essi stessi di togliere il pannolino, ma questo non deve far sentire le altre mamme incapaci o frustrate. I bambini differiscono fra loro in tutto e questo non significa essere delle cattive madri.

Ricordate la crescita è un percorso non una gara!

Accade, infatti, che alcuni bambini non siano pronti ad affrontare questo passo, magari ve lo dicono e ciò che dovete fare è ascoltarli. Parlo per esperienza personale, a volte accanto ad una scioltezza nel linguaggio e a una richiesta non corrisponde la stessa prontezza emotiva. L’importante è restare calmi e tranquilli e non forzare il bambino, il resto verrà da solo.  Può accadere, infatti, che il piccolo sia pronto a metà, in questo caso non dategli fretta, soprattutto se vi accorgete che il tempo scorre e arriva settembre, non forzatelo in vista dell’autunno, vedrete che con calma il piccolo lo toglierà quando sarà completamente pronto. Un ruolo rilevante in questo passo è il supporto dei nostri cari e degli insegnanti, questi sono importanti in questo passo, accompagneranno il piccolo in questa fase. I nostri cari non dovranno insistere qualora il piccolo non sia pronto, annoverando le loro esperienze, seppur in buona fede, gli insegnanti invece, con le loro esperienze precedenti saranno un ottimo supporto e sapranno indicarci quale strada percorrere. Un consiglio a tutte le mamme è di non sentirsi da meno rispetto alle insegnanti o provare sentimenti di gelosia, le insegnanti sono un grosso supporto e con loro dobbiamo sempre instaurare un rapporto di dialogo e fiducia.

Vediamo adesso cosa fare e cosa evitare affinché questo passaggio avvenga nella maniera più naturale possibile.

COSE DA FARE: mantenere la calma e sorridere molto, questo gli infonderà fiducia, lodarlo con parole e con gesti quali baci e abbracci tutte le volte che non riuscirà a farla nel gabinetto e si sporcherà. Far indossare cose pratiche, gonnelline alle bimbe e pantaloncini con elastico ai maschietti, da rendere più semplice la minzione. Un accorgimento potrebbe essere quello di ricordare l’orario in cui in genere il bimbo evacua, per non incorrere in incidenti e nel caso accadessero comunque, rincuorarlo e dargli fiducia. Qualora vi rendiate conto che il bimbo non è pronto lasciate stare, non fateglielo pesare e passate avanti.

COSE DA NON FARE: apparire frustrate, ansiose e irritate, chiedere continuamente se il piccolo vuol fare la pipì, mostrarsi delusi se il piccolo non riesce a farla nel gabinetto e magari pochi minuti dopo, la farà a terra. Rendersi conto se il bambino non è pronto e continuare a insistere.

Detto questo, ricordate la cosa più importante: i bambini non sono il nostro trofeo e la crescita è un percorso non una gara, accompagniamoli e viviamo con loro ogni passo, sosteniamoli e non spingiamoli, solo in questo modo avremo dei figli felici. Alla prossima!

 

 

Come tenersi in forma con un bimbo piccolo

 

Voglio parlarvi della mia esperienza che ritengo possa tornare utile anche ad altre mamme, in particolar modo a quelle come me che hanno sempre fatto sport e ora non riescono, impegnate tra lavoro e figli, o ancora a quelle che temono di sottrarre tempo a questi ultimi.

La mia storia …

Fino a prima di avere Maya la mia vita era abbastanza impegnata, come ogni donna lavoratrice che ha cura di se stessa, la mia vita si divideva tra lavoro, sport e danza. Trasferitami ad Aversa dopo il matrimonio e avendo sospeso lo sport a causa di una gravidanza non molto serena, la mia vita ha subito una gran rivoluzione, anche se durante la gestazione sono stata brava ed ho preso solo sei chilogrammi. La maternità ha cambiato molto la mia vita, ho sospeso il lavoro fino a poco fa e i miei ritmi e le mie abitudini si sono modificati.

Chissà quante mamme si rivedranno in queste mie parole, tuttavia, passato il periodo dell’allattamento e avendo degli orari un po’ più precisi ho deciso di fare qualcosa per me. Non sapevo da dove iniziare, ero abituata ad allenarmi con persone che stimavo e che erano prima di tutto delle amiche e qui ad Aversa, non conoscendo nessuno e non trovando palestre in cui si potesse praticare pilates o le discipline che eseguivo, ho deciso di svolgere esercizio in casa. Il tempo trascorreva e Maya diventava grande, iniziava a muovere i primi passi ed io mi sono resa conto che le piaceva la musica. Ho iniziato a fare esercizio davanti a lei e questo mi ha aiutato a non sentirmi in colpa perché non le toglievo tempo, anzi lei si divertiva ed io piano piano tornavo in forma. Lo scorso inverno l’ho anche portata con me a qualche lezione di balli tradizionali del sud, una disciplina che ho sempre amato, ma che non trovato il tempo di praticare. Ho seguito alcune lezioni e anche lì mia figlia mi ha sorpreso, le piace ballare.

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Oggi ci alleniamo insieme in casa e questo mi fa stare tranquilla, perché condividiamo del tempo insieme, divertendoci e contemporaneamente tenendomi in forma. Mi auguro che le mamme che leggono quest’articolo possano trarvi spunto, buon allenamento a tutte: D Alla prossima …

Merende estive per il tuo bambino

 

L’estate è qui, c’è tanto caldo e spesso i bambini perdono un po’ del loro appetito e tu mamma ti preoccupi subito che non mangi a sufficienza. Un modo sicuro e sereno per far mangiare tuo figlio è quello di proporgli dei cibi invitanti e anche un po’ divertenti. Qui di seguito ti do qualche dritta per delle merende golose e salutari da presentare al tuo bambino.

La merenda ideale è composta dalla frutta, nutriente e fresca, dallo yogurt, oppure dai frullati. In questo modo puoi arricchire la qualità dei cibi che tuo figlio assume e fargli assaggiare tutta la frutta a disposizione. Se vedi che tuo figlio non gradisce la frutta a pezzi, puoi optare per dei frullati golosi, oppure dei frappè.

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In questi pomeriggi molto caldi puoi anche trasformare la frutta in un gustoso gelato o per semplificarti la vita in un ghiacciolo, non ci vuole molto, basta frullare la frutta ( se matura è meglio perché più dolce) metterla negli stampini di plastica e formare dei ghiaccioli sani e appetitosi.

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Ricorda mamma che la merenda è un pasto fondamentale nell’alimentazione di tuo figlio, in questo modo eviterai problemi di peso ed il rischio di obesità. Se hai la possibilità fai la merenda con tuo figlio, aggiungerai dei fantastici momenti al suo album dei ricordi. Alla prossima!

 

Bis mamma: da sorella maggiore a mamma bis il racconto di Marie

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Nell’ultimo periodo si parla spesso di come comportarsi quando in una famiglia nasce un fratellino. 

Le domande maggiori sono come lo racconto a mio figlio? Mentre per gli amici la domanda è che faccio? Lo faccio un doppio regalo. Oggi passo la parola a Marie Indaco che ci racconta la sua esperienza di sorella maggiore e mamma bis.

Benvenuti nel mondo di Marie.

Come ti sei sentita quando hai saputo che sarebbe arrivato un fratellino?

Mio fratello è nato quando io avevo appena compiuto tre anni. Ero molto piccola ma ricordo benissimo l’attesa di lui e la felicità del momento in cui è nato. In particolare, ricordo il fatto che desiderassi una  sorellina e che scherzavamo sul fatto che invece fosse un maschio.

Come si sono comportati i tuoi genitori?

Per non stravolgere il mio mondo, hanno cercato di farmi fare meno cambiamenti possibile. La cosa più significativa è stata quella di mantenere il mio posto nel lettino vicino al letto di mia madre. Mio fratello fu sistemato invece in una culla posta sul lato opposto, vicino mio padre.

Ti è stato detto qualcosa per aiutarti a superare la gelosia?

Sicuramente i miei genitori mi hanno più volte spiegato che avere un fratellino è una risorsa importante e che tra fratelli bisogna aiutarsi a vicenda. Ma è stato soprattutto con il loro comportamento che posso dire di non essere stata mai particolarmente gelosa.

Avresti voluto un regalo tutto per te quando è nato il tuo fratellino?

Credo di averne avuto qualcuno e di aver chiesto di spiegarmene la ragione. Non ne capivo il motivo.

Cosa avresti pensato se ad ogni compleanno tuo e suo fosse stato fatto un doppio regalo?

 Il giorno del mio compleanno è sempre stato speciale per me, il giorno in cui tutta la famiglia mi riempiva di auguri baci e coccole, poi c’era la festa E i regali. Il doppio regalo avrebbe reso meno speciale questo evento

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Da mamma di due bambine come ti sei comportata quando hai scoperto di aspettare un altro figlio?

Dopo la nascita della mia prima bimba ho voluto aspettare un paio d’anni perché non mi sentivo pronta a dedicarmi ad un altro figlio. Dopo ho dovuto aspettare un altro anno per altri motivi. Quando sono rimasta incinta ero pronta e tutta la famiglia ne è stata felicissima come me

Come ha vissuto l’evento tua figlia?

Mia figlia aspettava con ansia l’arrivo della sorella. Per fortuna lo ha saputo al quinto mese quando è venuta con noi a fare la morfologica! Quando però è nata la sorella ha sentito parecchio la mia mancanza. Nonostante avesse tolto il panno a due anni è capitato che facesse la pipi addosso un paio di volte. E voleva essere allattata.   Addirittura allattava  lei i suoi bambolotti.

Cosa vi ha aiutato?

Ci ha aiutato molto leggere dei libri sull’argomento. Stare un po’ sola con me e capire che era normale sentirsi turbata e comportarsi in maniera irrequieta.

Mi ricordo che spesso le facevo domande dirette tipo ” ti manca la mamma?  Pensi che Mamma si comporta male con te? Ecc. ” e lei mi rispondeva come se parlasse con una persona diversa e mi raccontava come si sentiva.

Cosa pensi dei doppi regali?

Il doppio regalo mi mette molto a disagio. Non mi piace farlo perché toglie qualcosa al festeggiato. Tralasciando l’impegno economico che questo comporta per molte famiglie in difficoltà, penso non sia giusto far pensare ad un bambino che deve avere le stesse identiche attenzioni del fratello, perché ogni bambino è unico ed ha bisogni e quindi attenzioni diverse.

Un atteggiamento molto costruttivo quello dei genitori di Marie che hanno pensato alle emozioni della piccola, consci del fatto che in quel momento fra i due era lei la più fragile. Non c’è bisogno della bacchetta magica ma di piccole strategie per rendere sereno il vissuto dei figli e soprattutto dei genitori. Se i genitori stanno bene anche i figli sono felici. Alla prossima!

 

allattamento al seno vs allattamento artificiale ogni uno fa quel che può

Allattare al seno è una delle esperienze più belle che si possano fare nella vita ed è fondamentale per creare quel legame speciale tra mamma e bambino che si chiama attaccamento. Io sono stata fortunata e sono riuscita ad allattare, ma diversamente da molte mamme ho avuto la montata lattea intorno al dodicesimo giorno e non dopo una settimana come mi dicevano tutti.

Ricordo che ero a casa con mia figlia, e improvvisamente mi bagnai tutta, non sapevo cosa fare e chiamai mia madre che candidamente mi disse:- Attaccati Maya al seno e daglielo.

Esistono due tipi di allattamento, quello a richiesta, dove si predilige esclusivamente l’allattamento al seno e quello misto dove si combinano latte materno e artificiale. L’allattamento a richiesta sicuramente è quello più quotato e preferibile, ma è anche quello più difficile da mettere in atto, soprattutto se lavori o se abiti lontano dalla famiglia. Allattare al seno esclusivamente significa essere sempre vigile e pronta alle richieste di tuo figlio. Ovviamente anche per l’allattamento, come in tutte le fasi della nascita di tuo figlio, ci sarà sempre chi ne sa più di te. Ricordo che per quanto mi riguarda, avevano deciso che avevo poco latte e quindi mi tormentavano con la frase:- Dalle prima l’aggiunta e poi il seno. Io mi chiedo, se è un’aggiunta, significherà che viene dopo? In ogni caso, quando ero sola a casa, allattavo Maya a richiesta, quando c’era il papà vessato dai turni, allora le davo anche il biberon. Il nostro problema era soprattutto far prendere peso a Maya che è nata pre-termine ed ha perso in grembo quasi un chilo. Tutti allora erano preoccupati e anch’io dal fatto che doveva prendere peso, inoltre, c’è da dire che inesperta come tutte le neo mamme, mi sentivo sopraffatta da ciò che mi dicevano gli altri. Passato il primo mese di assestamento, decisi di seguire oltre a me stessa, esclusivamente la mia pediatra, nonostante i vari amici e parenti potessero prendersela perché non li ascoltassi. Iniziai così a dare a mezzanotte solo il biberon,  perché, altrimenti il giorno dopo sarei stata uno zombie. Facevo la medesima cosa ogni quattro giorni quando il papà tornava per il pranzo e doveva andare via la sera per il turno di notte. Le davo per la poppata delle 15:00 solo il biberon. Trovai il mio e il nostro equilibrio. Nelle favole è fantastico l’allattamento a richiesta, ma nella vita di tutti i giorni bisogna fare i conti con il lavoro, la casa e tutto il resto. Io, come in molti sanno, ho smesso di lavorare dopo la nascita di Maya ed ho ripreso quando lei ha compiuto due anni, ma non tutte le mamme hanno questa possibilità. C’è da dire, inoltre, che alcune mamme non hanno voglia di allattare, non hanno la pazienza e noi non possiamo farci nulla, non dobbiamo denigrarle, ognuno ha la sua vita e la sua storia. Ci sono mamme che per problemi di salute non possono allattare, insomma, la vita è varia e tanta e sarebbe opportuno che noi imparassimo a usare quel termine usato e abusato ma che nessuno mette in pratica e parlo dell’empatia.

Proviamo a metterci nei panni di una madre che lavora, di una che non ha pazienza o di una che è semplicemente stanca, non muore nessuno se al piccolo si da l’aggiunta, anzi forse si recupera un po’ di sonno in più e di serenità e chi ne trarrà giovamento, sarà in primis il piccolo e poi l’intera famiglia. Alla prossima!

Mamma bis: quando il doppio regalo diventa scomodo

L’arrivo di un fratellino porta grandi cambiamenti in una famiglia, dalla gestione delle emozioni al riassetto delle abitudini. I cambiamenti, inoltre, non riguardano solo la famiglia del nascituro, ma anche amici e parenti che circondano il nuovo arrivato. Questi ultimi, spesso, sono coinvolti in questo cambiamento con ruoli cruciali. Come già detto è molto importante coinvolgere il fratello maggiore a questo cambiamento. Oggi vediamo insieme come comportarci alla nascita e ai compleanni.

LA NASCITA

Oggi c’è una nuova tendenza, fare il doppio regalo, uno per il  nascituro e uno per il fratellino. Sarebbe meglio evitare, ma se proprio vi sentite di doverlo fare, regalate qualcosa al bambino più grande che possa condividere con il piccolo. Un esempio potrebbe essere un cd di canzoni per bambini, oppure, di ninne nanne e assegnargli il compito di impararle e cantarle insieme alla mamma per far addormentare il fratellino. Dare dei compiti ai bambini li aiuta a stimolare l’autostima. Molte volte si regalano libri per gestire le emozioni, questo dovrebbe essere fatto prima che nasca il fratellino, affinché, il fratello maggiore abbia il tempo di incamerare le emozioni.

AI COMPLEANNI

Il compleanno e per chi festeggia l’onomastico sono giornate molto importanti. Fare il doppio regalo sminuirebbe necessariamente uno dei due bambini. Si stimolerebbe la competizione. Il doppio regalo potrebbe assumere il ruolo di una scusa, quasi come se si volesse dire:- Scusa se c’è anche l’altro fratellino.  Ti regalo questo per farmi perdonare. Anche nel caso dei compleanni, per ciascun bambino bisognerebbe insegnarli a condividere la gioia, a preparare insieme la festa. Il fratello più grande avendo già le competenze potrà farlo da subito. Il fratellino più piccolo lo farà quando avrà l’età per farlo. Nel mentre stimolare le condivisioni è importante, facendo attenzione a scegliere compiti che vadano bene per entrambi i bambini. Un consiglio in più può essere quello di dedicare dei momenti divisi e speciali per ogni bimbo. Non è necessario che siano tante ore, i bambini apprezzano la qualità, quindi anche pochi minuti, ma speciali per ogni bimbo è importante. Torneremo ancora su questo argomento con un’intervista ad una mamma e sorella maggiore, alla prossima!

 

La valigia dei nostri cuccioli, cosa portare in vacanza:la lista salva vita

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La domanda di rito in questo periodo è: cosa metto nella valigia di mio figlio? Ho messo tutto? La cosa migliore in questi casi, io ho sempre fatto così fin dai tempi dell’Università, essendo fuori sede, è fare una lista da cui spuntare le cose che si mettono in valigia. In questo modo non dimenticherai nulla e non ti farai prendere dallo stress. Un trucco in più può essere suddividere la lista in base alle esigenze. Lo so potrebbe sembrarti troppo, ma fidati in questo modo avrai chiaro cosa portare. La lista puoi dividerla in: igiene,  abbigliamento, alimentazione, gioco e ninna.

Vediamo insieme cosa mettere nella lista:

IGIENE E PULIZIA

Io ho sempre iniziato a mettere in valigia le cose intime e quelle per l’igiene personale, di conseguenza anche oggi, quando preparo la valigia di Maya inizio da lì. Oggi Maya ha 4 anni e quindi non necessita di pannolini, ma di cremine si, ha la pelle molto delicata. Ma non sforiamo. Pannolini, salviettine umidificate, detergenti, crema lenitiva e un fasciatoio di quelli in stoffa impermeabile per poterlo cambiare ovunque, anche in auto, senza pericolo di sporcare qualcosa o sporcare il bimbo. Io mi facevo anche il calcolo dei pannolini e ne abbondavo di due, quindi 8 pannolini al giorno per il tempo che sarai fuori più due extra.

ABBIGLIAMENTO

Ho sempre portato almeno due cambi per ogni giornata di vacanze, un paio di scalda cuore o golfini, due paia di calze o calzini al giorno e due bodini, bavagline, almeno tre pigiamini, cappellini o bandane ( io portavo entrambe :D) scarpe.

ALIMENTAZIONE

Riguardo l’alimentazione questo dipende da quanti anni ha il piccolo e dalla meta delle vacanze. Quando Maya è nata noi andavamo incontro all’estate e per scelta non mi sono mossa. Questo il vantaggio delle città di mare, io però l’ho portata un paio di volte di sera e qualche giorno in montagna. Se tu invece partirai e allatti al seno sei facilitata. Se tuo figlio è già svezzato sarebbe opportuno avere una borsa con il necessario, latte in polvere, biberon, omogeneizzati. Quando Maya ha compiuto un anno siamo stati a Procida e mi sono portata lo stretto necessario, in genere preferisco fare pochi giorni in strutture organizzate. Non amo le valigie strapiene.

  GIOCO NINNA

Per la ninna ho sempre utilizzato le culle da viaggio che trovavo nelle strutture in cui soggiornavo. Nel caso tu scelga altre opzioni puoi portarti la tua culla da campeggio e almeno un paio di cambi. Fondamentale invece il peluche che usa tuo figlio per dormire, noi ancora oggi andiamo in giro con Dolly, la pecorella con cui dorme Maya.

Alla prossima e buon viaggio !!!

Figli adolescenti e vacanze:come sopravvivere senza stress

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Avere un figlio adolescente in casa significa avere qualcuno con cui discutere spesso, la voglia di indipendenza dei figli adolescenti è fonte di stress. Questo aumenta con l’approssimarsi delle vacanze. Diventa sempre più difficile trovare delle mete che possano accordare tutta la famiglia.

I figli in particolare temono di annoiarsi durante le vacanze con i genitori e temono soprattutto che la vacanza potrebbe trasformarsi in un momento senza svago e senza coetanei.

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