Come superare i sensi di colpa per non avere allattato

Tutte le mamme allattano! Questa è la tipica frase che una neo mamma si sente dire. Nella sua mente durante la gestazione inizia a fantasticare sulla bellezza di questo gesto e sul fatto che possa essere semplice. Accade, tuttavia, che quando si trova il suo piccolo tra le braccia le cose non vanno come le avevano raccontato.  Molte mamme non sanno che all’inizio l’allattamento possa essere difficile, il seno si può indurire, il bambino può non attaccarsi bene, la montata lattea non è uguale per tutte. Molte mamme non sanno che se il bimbo non sa attaccarsi bene, per svariati motivi che non hanno nulla a che fare con la sua capacità di essere una buona madre, il seno possa fare male, così male da sanguinare! Non c’è una mamma che le dica:- E’ successo anche a me! Tutte intorno sono così preoccupate di dispensare consigli inutili, da far sentire la mamma inadeguata, sbagliata, tanto da farla mollare. Questo è il momento in cui il senso di colpa si insinua dentro di lei. L’inadeguatezza, il senso di non sapersela cavare scavano un solco incolmabile.

Che fare? 

La prima cosa da fare è lasciar andare il senso di colpa. Guardarsi allo specchio e dire:-Io ci ho provato!

Qualcuno potrebbe obiettare che ci sono le consulenti per l’allattamento, certo è vero! Forse state leggendo proprio con una che si occupa di questo, però ricordatevi una cosa, essere mamma non significa sacrificio, sopportazione e dolore continuo. Le mamme non sono tutte uguali, ognuna ha la sua soglia del dolore, ognuna ha la sua emotività e sensibilità che è differente da quella di un’altra. Smettiamola di guardare a quello che faremmo noi ed iniziamo a guardare la mamma che non è riuscita ad allattare come ad una persona comune, con sentimenti comuni che ha avuto la sua storia ed il suo dolore.

Cara mamma tu invece puoi pensare che ci hai provato e che nonostante tutto sei una buona madre, perché, ricordati, se tu sei felice, tuo figlio è felice. Puoi trarre da questo evento doloroso l’opportunità di un rapporto diverso ma felice, puoi condividere con il tuo compagno questo evento, puoi cercare attraverso il dolore una unione maggiore in famiglia. In che modo? Parlandone, dicendo quello che hai dentro e soprattutto, perdonando te stessa! Se proprio non riesci ad essere in pace con te stessa cerca un aiuto esterno, trova qualcuno che sia in grado di farti fare questo passo, perché, ogni essere umano è differente e nessuno può ledere alla tua felicità. Alla prossima!

 

 

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Il passaggio alle scuole medie, piccoli consigli per una crescita serena

Qualche giorno fa mi scrive una mamma preoccupata per l’ingresso alla scuola media del suo bambino. Ecco qualche consiglio per vivere al meglio questa fase delicata. La prima media è un po’ come la prima elementare, un passaggio naturale, ma allo stesso tempo delicato. Questo passaggio implica l’ingresso nel mondo dei grandi e l’acquisizione di nuove responsabilità. L’abbandono del corpo insegnante con cui si trascorrono molte ore per quello con alcuni docenti che si incontrano anche per poche ore.

Vediamo insieme come affrontare questo percorso in maniera serena.

Sii serena, in tal modo tuo figlio potrà attraversare questo momento in maniera tranquilla. Qualora egli avesse paura di non trovare alcun ex compagno, prospettagli la novità come qualcosa di meraviglioso. Come la possibilità di fare nuove esperienze e incontrare persone con cui condividere nuove avventure.

Accogli le sue ansie, non sminuire le sue paure e cerca di ascoltarlo il più possibile. Spiegagli che qualora ci fosse qualche nuovo compagno che non gli piace, non è tenuto a frequentarlo.

Un’altra paura  è il timore di non avere più il tempo per giocare, oppure, che i compiti saranno troppo difficili. Rassicuralo che riuscirà a svolgere tutto nel migliore dei modi e  soprattutto, confermagli che sarai al suo fianco qualora dovesse incontrare delle difficoltà.

Ricorda che questo passaggio, coincide con una fase fondamentale della sua crescita, l’adolescenza.  

La tua vicinanza e il tuo sostegno sono fondamentali per incrementare ulteriormente la sua sicurezza e la sua autostima. Sii serena e tutto andrà bene! Alla prossima!

 

 

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Anticipare o no l’inserimento a scuola: riflessioni e dubbi

 

Tempo fa, in occasione dell’inizio dell’anno scolastico mi fu inviato questo articolo in posta, da una amica insegnante

http://www.eticamente.net/29272/no-allanticipo-scolastico-ecco-perche.html

 

Il messaggio diceva:

Un motivo di discussione….cara mamma psicologa…..

 Pensa che Maria Grazia non aveva ancora 5 anni….Ma lei alla materna non giocava ….scriveva solo….me lo chiedeva lei di andare nella classe dove si scriveva perché lei lì si annoiava. L.C
Cosa rispondere a questa mamma/insegnante? 

Nell’articolo si fa riferimento anche al testo del premio Nobel Renato  Dulbecco e al suo libro

http://www.montessoridesign.it/upload/relazioni/Montessori%20e%20il%20vostro%20bambino.pdf

Io non ho letto il libro, quindi in merito non posso proferire parola, ma in merito alla domanda postami dalla mamma la mia risposta è :- NELLA VITA MAI GENERALIZZARE!

Io non credo che si possa affermare in assoluto che nessun bambino debba anticipare la scuola, io stessa più volte mi pongo il problema avendo una figlia nata in aprile.

Cosa fare?  Inserirla a cinque anni e mezzo a scuola oppure a  sei anni e mezzo? Riguardo la mia esperienza personale posso dirvi che Maya ha avuto difficoltà già alla scuola materna, essendo anticipataria,  l’avevano inserita con i bambini piccoli. I primi tempi non ha avuto problemi, nel senso che lei essendo vivace subito si è inserita, in seguito, con l’arrivo di altri bambini piccoli è iniziato il disagio. La scuola era anche piuttosto rigida, per cui se Maya aveva 30 mesi doveva essere in quella classe. Il risultato è stato un completo rifiuto della scuola. Ho provato a seguire i suggerimenti degli insegnanti ma alla fine ho compreso che la loro rigidità aveva creato solo traumi a mia figlia. Incubi e vomito.

Cosa c’entra questo con l’anticipare la scuola? Magari starete pensando. Ho fatto questa piccola digressione per farvi comprendere che quello che va bene per un bambino, non necessariamente va bene per un alto. Infatti dopo aver tenuto Maya un po’ a casa per tranquillizzarla, l’ho iscritta ad una nuova scuola dove non c’è tutta questa rigidità e lei può stare tranquillamente con i bambini più grandi. La maestra già da ora mi dice che lei è particolarmente avanti e quindi probabilmente dovrò anticiparla. Non tutti i bambini sono uguali e anticipare o meno non ha nulla a che vedere con la loro intelligenza, o peggio con quella dei genitori, perché, diciamocelo spesso noi genitori temiamo che ritardare l’ingresso sia considerato un handicap. Oggi ci dicono che invece non dobbiamo anticipare e quindi un genitore più ansioso non sa cosa fare. La risposta è osservare il proprio piccolo e se lo si percepisce maturo da poter affrontare la scuola elementare allora si anticiperà l’iscrizione, altrimenti lo si lascerà giocare ancora. Ricordate, inoltre, ritornando alla mia esperienza che anche io avrei potuto dire si ma è una buona scuola, ne parlano, breve, ma alla fine mia figlia non è stata soddisfatta nelle sue esigenze. Bisogna osservare i propri figli e soprattutto bisogna parlare molto con i loro insegnanti. Riguardo questi ultimi, inoltre, dovrebbero avere l’elasticità per capire quando e come suddividere i piccoli, non tutti hanno le stesse capacità, per cui se è vero che non bisogna togliere un anno di giochi ad un bambino, è pur vero che se questi è già pronto, sarebbe solo un danno non lasciarlo andare alla scuola elementare. E se dovesse andare male? Qualcuno potrebbe chiedersi. Beh non facciamone un dramma, sarà stata un’esperienza. Importante per i nostri figli è soprattutto la nostra capacità di accogliere i loro fallimenti non vivendoli come tali, ma come esperienze andate male. E’ importante l’impegno negli individui, non il successo a tutti i costi. Alla prossima …

Rosaria Uglietti

 

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10 consigli per inserire tuo figlio a scuola ed essere serena

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  1. Mostra fiducia in tuo figlio: fallo sentire sicuro, fagli capire che credi in lui e che sai che sarà felice anche lontano da te
  2. Non  fare paragoni tra tuo figlio e gli altri bambini: qualora tuo figlio avesse maggiori difficoltà ad inserirsi sii serena, non paragonarlo ad altri, i paragoni fanno male tra fratelli figuriamoci con altri bimbi.
  3. Ascolta i suoi racconti: sii pronta a sentire i mille mila eventi che accadono a scuola, magari sei stanca e vorresti del silenzio, ma i cambiamenti rendono tuo figlio un vulcano, sii paziente 🙂
  4. Non ti arrabbiare se piange: il pianto dalle mamme è vissuto come un fallimento personale, ricorda che devi lasciar fluire le emozioni di tuo figlio, solo in questo modo riuscirete in questo cammino.
  5. Non avere fretta che si inserisca: lo so magari devi prenderti del tempo dal lavoro e non è facile, oppure hai altri impegni, ricorda che tuo figlio non è una macchina
  6. Non avere fretta che resti tante ore a scuola: gli impegni incombono e temi di non farcela  a fare tutto, cerca di organizzarti con qualche amica, i familiari e tuo marito affinché tutto possa procedere nel migliore dei modi. La fretta è cattiva consigliera sempre.
  7. Rispetta le regole della scuola: ogni mamma sa quel che è giusto per i propri piccoli, ma ricorda che gli insegnanti sono lì per aiutarti e rispettare le regole darà modo a tuo figlio di inserirsi più serenamente.
  8. Informati sull’organizzazione della scuola: impara gli orari, la struttura della giornata, questo ti servirà per placare le tue ansie.
  9. Instaura buoni rapporti con gli insegnanti: gli insegnanti sono coloro che ti sostituiranno in quelle ore, non vivere questo passaggio come una competizione, ma come una possibilità che stai dando a tuo figlio di crescere.
  10. Coinvolgi tuo marito in questo percorso e create delle routine speciali: insieme a tuo marito create delle routine che invoglino tuo figlio ad andare a scuola, una canzone speciale da cantare lungo il tragitto, un abbraccio in famiglia del tutto speciale, qualcosa che lasci a tuo figlio il ricordo durante la giornata e che gli fa venire voglia di andare a scuola. Alla prossima!
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Sono grande faccio da sola… piccoli consigli per bimbi sereni

Quando scrissi questo articolo su Felice-Mente Maya era in piena fase di autonomia.  Ecco qualche consiglio per l’autonomia dei bambini.

Molte volte abbiamo sentito i nostri piccoli affermare di essere grandi e di voler fare le proprie cose da soli. La frase:- faccio da sola, è l’affermazione che i genitori non vorrebbero ascoltare in alcun modo, tuttavia, essa è l’indice del fatto che i nostri bambini stiano crescendo e chiedendo un po’ d’indipendenza. Come comportarci?

La risposta a tale domanda è quella che i genitori, in particolare noi mamme, non vorremmo sentire. Lasciamoli fare!

I bambini hanno bisogno di sperimentare, provare, sbagliare, solo in questo modo impareranno e soprattutto, solo lasciandoli sbagliare faremo in modo che da grandi siano delle persone più sicure e risolute. Lo so le mamme che staranno leggendo, penseranno:- Cosa faccio se si fa male? Chi riordinerà i disastri che combina?

Lasciare che i figli imparino da soli, ovviamente, non vuol dire lasciarli in balia delle loro marachelle, vuol dire lasciargli lo spazio sufficiente affinché possano imparare senza farsi del male. Ci sono, tuttavia, dei piccoli accorgimenti che dobbiamo mettere in pratica, di seguito alcuni consigli.

La nostra casa deve essere arredata a misura di bambino, non ci dovrebbero essere angoli, spigoli, prese di corrente sprovviste di protezione, in tal modo il piccolo potrà essere libero di conoscere lo spazio che gli sta intorno senza che noi siamo sempre con l’ansia di un pericolo imminente.

Lasciare, quando è ancora piccolo che metta le mani nel piatto, la sperimentazione per i bambini è estremamente importante, è il loro modo di conoscere il mondo, a tal riguardo munirsi di tute che costino poco al fine di lasciargli saggiare e scegliere ciò che gli proponiamo.

Utilizzare dei piatti di plastica dura colorati, magari comprarne per tutta la famiglia, in modo che il bambino impari ad utilizzare le posate, impari a bere e a far da solo, senza sentirsi diverso e piccolo dal resto della famiglia. Quest’ultima opzione mi è sembrata la soluzione ideale anche personalmente, ho cercato qualcosa che rendesse indipendenti, ma senza pericoli e soprattutto che non facesse sentire diverso. Ho insegnato in questo modo l’autonomia e quindi a mangiare da sola e a conoscere i colori, ogni membro della famiglia, difatti, ha il suo bel piatto colorato in plastica dura.

Lasciare che il piccolo giochi con le nostre creme, magari creandogli un piccolo beauty con i tubetti di crema finiti con i quali potrà sperimentare, fare come la mamma, ma allo stesso tempo non fare degli sprechi. Ciò può essere utile a insegnargli l’igiene personale come potrebbe essere l’uso dello spazzolino e del dentifricio.

Questi piccoli consigli e il nostro sguardo che li accompagna nella vita di tutti i giorni renderà i nostri figli più sicuri e placherà la nostra ansia. Buona crescita e alla prossima …

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Colazione e piccoli quali alimenti per affrontare la giornata

 

Devi fare colazione! La frase con cui inizia la giornata di molte mamme. Tutti sanno che è il pasto più importante della giornata, in molti fingono di dimenticarlo, in troppi imputano la fretta come scusa per non farla. L’importanza della colazione è data dall’esser stati a digiuno per otto dieci ore e quindi l’organismo ha bisogno di nutrienti per riattivarsi.

Fino a tre anni la colazione ideale del bambino è data da latte e biscotti, in genere fino a quell’età i nostri piccoli prendono ancora il biberon, per cui le mamme non si preoccupano più di tanto di organizzare una sana alimentazione, tuttavia, sempre più spesso i bambini rifiutano il latte prima dei tre anni ed è lì che iniziano i problemi, Che cosa devo dargli?

Vediamo insieme quali alimenti è meglio consumare al mattino.

I migliori sostituti del latte sono senz’altro lo yogurt e la frutta, i meno indicati sono le merendine e i succhi industriali, non saziano e abituano il piccolo a delle errate abitudini.

Un semplice menù mattutino sostitutivo del latte e biscotti può essere composto di yogurt e cereali, oppure yogurt e pane e marmellata, o ancora yogurt e dolce fatto in casa. L’idea in più può essere quella di fare un dolce tutti insieme una volta a settimana.

Ho fretta, devo correre che faccio?

Alcune mamme vanno nel panico quando i loro piccoli non prendono più il biberon perché temono di perdere tempo. Accanto alle precedenti idee riguardo ai cibi da dare, ci sono alcuni piccoli trucchi per dedicare al mattino i dieci minuti canonici da dedicare alla colazione.

Il primo e senz’altro più semplice trucco è preparare la sera la tavola con tutto il necessario, optare per lo yogurt/merenda che non ha la necessità di essere tenuto in frigo e avere sempre la scatola dei cereali a portata di mano. Comprare, dove possibile, la marmellata monoporzione che non necessita anch’essa di essere tenuta in frigo come gli alimenti precedenti e la scelta di tutti quegli alimenti che ti danno i nutrienti, sono semplici da fare al mattino e che allo stesso tempo non sono cibi spazzatura come molte merendine industriali, sono quelle scorciatoie che ti riducono l’ansia del mattino e ti permettono una bella colazione, sana e senza fretta.

Non ha fame il mattino che faccio?

In questo caso la soluzione è quella che le mamme e in generale i genitori non vorrebbero sentire, anticipare un pochino la sveglia, dare al piccolo il tempo di prepararsi e poi dargli il latte o i sostituti che abbiamo visto in precedenza, in ogni caso l’esempio è fondamentale e la colazione fatta insieme potrebbe essere un bel modo per iniziare la giornata più felici. Buon appetito e alla prossima!

Rosaria Uglietti

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SicurezzAtavola e vita di tutti i giorni-Consigli per evitare il soffocamento

 

La volta scorsa parlammo dei cibi che possono provocare il soffocamento. Oggi vediamo insieme qualche consiglio in più per evitare problemi in casa e nella vita di tutti i giorni.

La cosa più semplice da fare e che spesso viene sottovalutata dai genitori, è offrire il cibo in base all’età dei nostri piccoli e di conseguenza anche le porzioni e la modalità di somministrazione dovrebbero seguire questa regola basilare. Ogni fase della crescita ha i suoi alimenti e la somministrazione più consona. Un esempio può essere quello della frutta, quando i bambini sono piccoli va somministrata frullata, è solo a partire da un anno che andrebbe somministrata a pezzettini tagliati piccoli. Lo spicchio che spesso viene dato in mano ai bambini che hanno i primi dentini è uno degli errori di sottovalutazione fatto dai genitori ed è  fra le principali cause di soffocamento.

A questo punto sovviene una domanda. Come tagliare il cibo ai nostri piccoli? Di seguito alcuni esempi. Tutta la frutta deve essere tagliata a pezzettini piccoli e non somministrata in spicchi, in particolare l’uva deve essere suddivisa in quattro, perché il chicco tagliato a metà è un’altro degli elementi sottovalutati dai genitori. Se deglutito intero un acino di uva oppure, la sua metà, facilmente possono ostruire le vie aeree dei nostri piccoli. La medesima modalità riguarda i pomodori che hanno le stesse caratteristiche dell’uva.

Un consiglio in più potrebbe essere quello di avere un occhio di riguardo se a tavola ci sono persone di età differente e quindi bambini di età diverse. Evitare giochini per farli mangiare, causano distrazione, ad ognuno la sedia giusta affinché siano seduti per bene, con la schiena diritta e non semi sdraiati. Insegnare ai piccoli di non mettere le mani nei piatti altrui, sappiamo che i bambini sono curiosi, soprattutto con cibi nuovi, il consiglio potrebbe essere quello di somministrare lo stesso cibo in base alle diverse età e prestare attenzione ai movimenti.

Quando si mangia si combatte con la morte. Questa  era la tipica frase quando noi eravamo piccoli, frasi popolari intrise di saggezza. A tavola si mangia e non si gioca, quando si mangia non si parla, quindi insegnare ai nostri piccoli a non parlare con la bocca piena. Evitare di far alzare il bambino e di farlo girare nella stanza, questo è un consiglio indicato soprattutto per i bambini inappetenti le cui madri fanno di tutto per fargli finire il piatto. Dargli da mangiare giocando o permettendogli di stare in piedi o peggio giocare, non solo può provocare soffocamento, ma instaura anche un rapporto sbagliato con il cibo. I bambini si stancano facilmente e si rischia di dover escogitare sempre nuovi giochi e teatrini pur di far mangiare il piccolo, quando in realtà ai bambini bisogna insegnare l’amore per il cibo e non insistere quando non ne vogliono. In casi specifici rivolgersi ad uno specialista del settore.

Attenzione in macchina! E’ importante non abbassare la guardia anche durante i viaggi in macchina, soprattutto, se questi ultimi prevedono un lungo tragitto. La prima cosa da fare è avere la macchina sempre pulita, evitare di lasciare giochini e oggetti potenzialmente pericolosi, in particolar modo nelle tasche laterali dei sedili. La curiosità è sempre dietro l’angolo. Evitare di dargli biscotti, caramelle e altro per rendergli il viaggio più facile da sopportare. Prevedere delle soste se il bambino è piccolo e avere sediolini a norma per un viaggio sicuro.

Importante sarebbe anche seguire una lezione per imparare le manovre di disostruzione. Ricordate che i bambini sono imprevedibili quindi non sentitevi dei genitori paranoici ma solo attenti e alla prossima !

Rosaria Uglietti

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Posso dare la cioccolata a Maya

 

Posso dare un po’ di cioccolata a Maya? Questa la domanda che mi sono sempre sentita porre dai familiari. Maya è come me da piccola, molto, molto esile, alta per la sua età ma piccola di peso.

Ricordo che fin da bambina mia madre mi riempiva di dolci e caramelle, nutella e cioccolato affinché potessi prendere peso. Crescendo ho imparato una sana alimentazione, differente da quella dei miei familiari ed ho fatto la stessa cosa con Maya che il 30 aprile compirà quattro anni.

Maya ha assaggiato il primo cibo spazzatura a due anni e mezzo ed ogni volta è stato un continuo battibecco. Che fa se assaggia questo, che fa se assaggia quello? Io mi chiedo invece è così necessario dare ai bambini questi cibi se poi da grandi ci tormentiamo per dimagrire?

Lei oggi è magra, ma non è meglio instradarla da ora ad una sana alimentazione?

Sano non significa noioso, ci sono tanti cibi sfiziosi da fare in casa, uno su tutti le patatine fritte, tagliate sottili diventano come le chips delle bustine.

Maya oggi ha assaggiato i cibi spazzatura ed ogni tanto le compro qualcosa, sia per non farla desiderare, sia perché l’organismo necessita di assaporare tutto, ma non condivido l’assaggio necessario fin da subito. Cosa ne pensate voi mamme?

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SicurezzAtavola cibi pericolosi per i nostri piccoli

 

La vita ci insegna che basta poco affinché il cibo possa diventare pericoloso per i nostri piccoli. La morte per soffocamento, infatti, è la causa principale nei bambini che vanno dallo zero ai tre anni. Non voglio crearvi allarmismi, ma sappiamo bene, anche seguendo i dati del Ministero della Salute, che la principale causa di morte per soffocamento nei nostri piccoli, è data dal cibo, in particolar modo se tagliato male. La percentuale dei casi in cui un oggetto piccolo possa essere pericoloso rispetto al cibo è di 30% a 70%.

Alcuni cibi più di altri sono pericolosi, questi, difatti, ostruiscono perfettamente le vie aeree dei nostri piccoli. Vediamo insieme quali sono:

Cibi pericolosi per la loro forma:

Frutta: uva e ciliegie

Latticini: mozzarelline ciliegine

Frutta secca: arachidi e pistacchi

Ortaggi: carote

Carne: würstel

Cibi pericolosi perché appiccicosi, questi possono facilmente attaccarsi alle mucose, essi sono:

Affettati: prosciutto crudo (soprattutto il grasso)

Latticini: mozzarella

Frutta: pesche, pere, prugne

Sarebbe opportuno evitare questi cibi per i nostri piccoli, ma se proprio non vogliamo rinunciare alla loro somministrazione, per gusto e proprietà nutrizionali, ricordiamo di prestare molta attenzione e di non lasciarli soli quando li offriamo. Alla prossima !

Rosaria Uglietti

 

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Non vuole le pappa, da semplici capricci a piccoli disturbi

 

Come sapete ho deciso di dedicarmi solo a due blog, quindi questo è un vecchio articolo scritto per Felice-mente tempo fa, ma sempre attuale.

Lo spettro dei disturbi alimentari, uno dei grandi mali che ci attanaglia prende un po’ tutte le mamme, che al primo capriccio del figlio, corrono dal pediatra.

Vediamo insieme quando allarmarsi.

Bisogna precisare che nella prima infanzia in genere non sono disturbi veri e propri, ma disagi che riflettono un malessere passeggero o ancor più frequentemente una situazione in cui il bambino vuole esprimere la propria personalità.  Un esempio? La mamma che deve tornare a lavoro, per il piccolo può essere fonte di disagio.

Quando allarmarsi?

Ciò che bisogna tenere sotto controllo in tali situazioni è la durata nel tempo di queste inappetenze o comunque irregolarità nel rapporto con il cibo.  Il ruolo del pediatra in questi casi è fondamentale, una corretta informazione, spesso, è alla base di una buona educazione alimentare. Le mamme troppe volte sono bersagliate da più fronti, mamme, suocere, sorelle, cognate, amiche e gente di passaggio, ognuno vuole dire la sua e questo può indurre a degli errori che si rifletteranno sul bambino. L’ansia nei confronti della pappa inoltre può essere altra fonte di malessere e il bambino potrebbe percepire la sua alimentazione come un premio per i genitori. Diciamolo, quante volte usiamo il ricatto affettivo affinché nostro figlio mangi? La nostra ansia, la fretta di tutti i giorni sono fra le cause maggiori dei disagi alimentari dei bambini, soprattutto dei più piccoli i quali hanno come forma di espressione il cibo, essendo il linguaggio poco formato. Ricordo che in clinica il neonatologo mi disse:- Sanno tutti tutto più di noi, ma se abbiamo preso una laurea, un motivo ci sarà?

Qualche consiglio. I bambini non sono dei robot che devono esaudire le nostre attese, i nostri desideri o ancora rispettare la nostra folle corsa nel mondo, essi hanno i propri tempi e soprattutto i propri gusti; se da piccoli tendono a mangiare tutto, non vuol dire che sarà così nel tempo o ancora se qualche giorno non hanno fame, oppure una pietanza non gli piace non continuiamo a proporgliela nella speranza che la provi oppure che mangi, gli procureremmo solo ansia. Rispettiamo le loro idee e i loro tempi e questo farà si che diventino delle persone serene e con un buon rapporto con il cibo. Lo svezzamento, infatti, costituisce uno dei punti critici del rapporto che il bambino avrà con il cibo, non insistiamo se non finiscono tutta la pappa, non continuiamo imperterriti nelle nostre idee, pensiamo sempre che i bambini hanno la loro individualità che va rispettata. Ciò che deve insospettirci è se il bambino ha il timore di affogarsi, vuole solo pastina piccola o ancora se c’è una regressione alimentare del tipo che vuole solo latte. Nel corso della crescita permettiamogli di sperimentare, di toccare le pietanze e anche di pasticciare se necessario, lasciamo che imparino a usare il cucchiaio e la forchetta, sebbene quest’ultima ci desti sempre apprensione. Lo so che le mamme penseranno e dopo chi pulisce? Io rispondo, vuoi mettere la casa pulita con la serenità di tuo figlio? Scagli una pietra chi ha un figlio e la casa in ordine senza procurargli stress, i bambini devono sperimentare e gli ospiti guardare altrove. Alla prossima!

Rosaria Uglietti

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