Il sonno dei piccoli, dal ritmo sonno veglia all’angoscia di separazione

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Il ciclo sonno veglia dei nostri piccoli è uno dei fattori più destabilizzanti per i neo genitori. Una delle domande tipiche di chi sta per avere un bimbo, infatti, è: -Dormirà tutta la notte? Questo perché dai racconti di amici e parenti arrivano due correnti di pensiero. Ci sono quelli che dicono che il loro piccolo ha dormito tutta la notte fin da subito e quelli che invece terrorizzano i neo genitori con racconti di notti insonni. Il ciclo sonno-veglia si determina in due archi temporali fondamentali della vita dei bambini. Il primo è l’acquisizione del ritmo luce-buio che avviene tra i tre e i quattro mesi. Il secondo e ancora più importante è l’angoscia da separazione che si verifica tra gli otto e i nove mesi. Questi due stadi sono molto importanti per lo sviluppo neurologico dei nostri piccoli. Mamma e papà giocano un ruolo fondamentale nell’acquisizione di questi due momenti che sono delicati e richiedono molta pazienza. Cari genitori dovete ricordare che i piccoli sono stati quarantuno settimane in un limbo, dove non c’era differenza di luce, per cui il vostro bambino, pur avendo sviluppato un suo ciclo sonno-veglia , questo è contrario al vostro. Mamma, nel grembo il piccolo dorme di giorno cullato dai tuoi movimenti ed è sveglio di notte quando provate a riposare. Ecco spiegato il perché la notte senti maggiormente i suoi movimenti. Dovrai essere tu, insieme al papà il ciclo sonno-veglia e luce-buio del tuo piccolino. Affinché questi due stadi siano attraversati serenamente, è necessario che tu e il papà abbiate molta pazienza e attenzione. Soprattutto perché, come vi ho specificato prima, i vostri ritmi sono totalmente diversi da quelli del  bambino. Dovete sapere, inoltre, che durante il primo anno di vita il  piccolo avrà bisogno di un contatto frequente con te. Necessita di una prossimità fisica affinché, può crescere più sicuro. Tranquilli mamma e papà, questo non significa che i bambini debbano necessariamente dormire con voi nello stesso letto, soprattutto, quando non ci sono le fattibilità. Ad esempio se siete soggetti a turni. Ciò che è importante è la presenza emotiva e il contatto può essere rappresentato tranquillamente dalle carezze. Ad esempio Maya si è sempre addormentata con le carezze e grazie a questo sono riuscita a regolare il suo ciclo sonno veglia ben presto.

L’angoscia da separazione è la paura del  piccolo di essere abbandonato. Questa sorge intorno all’ottavo mese di vita ed è   strettamente collegata alla seconda fase dello sviluppo del ciclo del sonno del piccolo. E ‘più facile quindi intorno all’età di otto mesi che il piccolo si svegli più frequentemente o addirittura abbia difficoltà di addormentamento.   L’intensità con cui si manifesta l’angoscia da separazione dipende da due fattori fondamentali, il primo è il carattere del piccolo, sul quale mamma e papà si può lavorare e la seconda sei tu mamma. Devi riuscire a comprendere che insegnare l’indipendenza al tuo piccolo non significa perderlo, ma crescere un figlio sicuro. La tua ansia è fra i fattori che possono influenzare l’angoscia da separazione, ciò può incidere sulla capacità di indipendenza del tuo bambino. Un fattore positivo può essere la tua capacità di coccolare e essere presente. Inoltre fondamentale è che ti mostri serena si diffonde ai disagi del tuo piccolo.

L’angoscia di separazione è un sentimento che può rivolgersi anche al papà, soprattutto quando il papà si è preso cura del piccolo ogni giorno, magari dandogli il biberon, oppure facendogli il bagnetto. Ragion per cui mamma e papà dovete far sentire la tua presenza e il tuo amore al bambino, trascorrendo del tempo con lui ma anche carezzandolo, baciandolo, stringendolo a te. Il contatto fisico è fondamentale per rassicurare e consolare il tuo piccolo.

Un altro elemento importante è lasciare al bimbo un giocattolo o qualcosa che possa servirgli come sostituto quando non ci sarete,sarebbe ancora meglio se fosse qualcosa che avrete toccato e che quindi avrà il vostro odore, perché in questo modo il piccolo si sentirà meno solo. Come potete vedere le strategie ci sono, ma più di tutto ciò che è importante è la pazienza! Alla prossima!

 

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