Silvia, quando la gratitudine si trasforma in mammitudine :)

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Ho conosciuto Silvia attraverso il mio blog,  era incinta del suo piccolo Diego quando ha iniziato a seguirmi e piano piano siamo diventate amiche virtuali. E’ una donna piena di forza e sensibilità, forse fra le donne virtuali che conosco è quella che meno la manda a dire. Ha accettato volentieri di parlare della sua esperienza di neo mamma.  Essere mamma per lei è gratitudine, si proprio gratitudine, nei confronti della sua mamma che la messa al mondo, dandole la vita le ha dato la possibilità di essere mamma. Trovo questo pensiero molto dolce e molto intimo, la sua maternità è quasi come un passaggio di consegne di cui lei è grata e che di sicuro avrebbe voluto compiere prima o poi. L’essere mamma, infatti, per lei significa:- La cosa più bella del mondo ringrazio sempre la mia mamma per avermi donato la vita, questo grande bene prezioso e poi aggiunge:-  Lo sto imparando giorno dopo giorno e grazie al mio piccolo Diego piano piano apprendo. Significa responsabilità di un essere indifeso a cui si deve essere l esempio per insegnargli l educazione 

In tutta la gravidanza, al pari delle altre mamme anche Silvia ha sentito il peso degli altri. Ha saputo reagire in maniera più consona, ma questo comunque le ha dato fastidio. Diciamocelo è attraverso la gravidanza che si scorgono le vere amicizie. Quasi come se il diventare mamme per le altre donne fosse come un affronto, un aver tolto qualcosa. Cosa sia quel qualcosa ancora non si sa, ma c’è! Afferma infatti che quando è diventata mamma ha sentito l’ invadenza delle persone che magari non si facevano sentire da una vita ma nel momento dovevano rompere le scatole.

Il ricordo dei genitori è sempre presente nelle parole di Silvia, che ha provato amore misto a commozione era il mio sogno in carne ed ossa quando ha preso per la prima volta in braccio il suo piccolo Diego. Lei è molto legata ai suoi genitori, difatti, il ricordo che le passa per la mente dicendo mamma è legato al senso di amore e protezione che mi hanno trasmesso i miei genitori insieme ai valori della famiglia.

La paura più grande di cui soffre Silvia è legata al male che c’è nel mondo. Ho paura che qualcuno potesse fare del male a Diego e vorrei preservarlo e difenderlo insegnandogli a difendersi in questi casi. In ogni caso lei spera di trovare nella vita di Diego una strada rosea con poche spine. 

Della crescita di Diego se ne occupa Silvia tutto il giorno, perché le nonne una è anziana e quando può mi aiuta,  l’altra vive lontano. 

In Silvia traspare tutta l’invadenza tipica subita delle donne che alla sola idea che un’altra abbia un figlio, si trasformano. A chi non è successo di perdere amicizie, che forse non lo erano solo per l’avere un compagno che ci ama oppure un figlio?

Questo il limite delle donne, l’incapacità di essere felici per le gioie altrui. Io però non mollo e attraverso queste storie vi racconto l’esistenza di grandi donne, le quali, c ogni una a modo proprio, è UNA GRANDE DONNA E UNA GRANDE MADRE. Alla prossima!

 

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