Pubblicato in: Essere genitori, consigli per una vita serena

Gli spasmi affettivi:cosa sono e come si risolvono

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Avete mai visto un bimbo che piangendo dalla disperazione arriva a perdere temporaneamente il respiro? Ecco quello è uno spasmo affettivo. E’ la conseguenza di un disagio e/o la reazione alla rabbia. Questo fenomeno è molto più comune di quello che si possa pensare e può iniziare già intorno ai 6 mesi.

Quali sono le caratteristiche di uno spasmo affettivo?

Il bambino, dopo aver pianto a lungo, non riesce più a respirare, diventa cianotico e si irrigidisce. Possono esserci episodi di contrazione involontaria. I bambini più sensibili possono anche avere una crisi convulsiva o perdere i sensi. Il tutto dura pochi secondi, ma per una mamma quegli attimi possono sembrare una eternità.

Perché arriva uno spasmo affettivo?

Come dicevo prima ci sono bambini che hanno una sensibilità più spiccata di altri e quindi reagiscono alle controversie trattenendo il respiro. Questo è il caso dei bambini piccoli, i quali, non riuscendo a sostenere il dolore reagiscono con uno spasmo. I bambini un po’ più grandi, invece, possono anche mettere in scena uno spasmo affettivo, poiché sanno che in quel modo i genitori, presi dalla paura, esaudiranno i suoi desideri. Quasi come se fosse un comportamento a comando.

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Lo spasmo affettivo, quindi, può essere un modo per attrarre l’attenzione dei propri genitori. Non meravigliamoci se questa modalità comportamentale è riservata alle mamme, che in genere sono le detentrici delle regole familiari. Lo spasmo affettivo, infatti, è scatenato da un capriccio eccessivo, dalla rabbia, da un dolore.

E’ importante in ogni caso, alla prima manifestazione di uno spasmo affettivo di mettere al corrente il pediatra che dovrà scongiurare cause differenti dall’emotività del piccolo. Attraverso degli esami opportuno il genitore potrà essere rassicurato che quegli spasmi non hanno nulla a che vedere con una crisi di epilessia.

Cosa fare quando il piccolo non respira?

E’ importante in queste circostanze mantenere la calma. Lo so non è semplice, ve lo dice una che controllava il respiro della sua piccola durante il sonno e per fortuna Maya non è una bambina particolarmente capricciosa. Ha i suoi momenti come tutti, ma non ha mai avuto uno spasmo affettivo. Per fortuna direi! Iniziamo con il distinguere l’età del piccolo. Qualora lo spasmo si verifichi in un bambino piccolo, allora è opportuno soffiarlo in viso, schizzargli un po’ di acqua sul viso, interrompere quindi la crisi, senza spaventarlo ulteriormente. Nel caso di un bambino più grande la calma serve per comprendere se il comportamento è reale o meno. Il bambino non deve associare il pianto eccessivo e la crisi respiratoria con il timore della mamma, soprattutto, quando il comportamento è messo in atto per ottenere qualcosa.

COSA FARE

Tranquillizzare il bambino, farlo calmare e subito dopo riprendere le attività che si stavano compiendo

Il bambino deve sentirsi amato, ma allo stesso tempo, gli si deve far capire che quel comportamento non potrà essere usato per attrarre l’attenzione.

COSA NON FARE 

E’ importante mantenere la calma e se possibile evitare di guardare il bambino, perché, quello è indice di attenzione attesa.
Prenderlo in braccio per calmarlo ed evitare che si faccia male, ma assolutamente non dargli da bere.
Non raccontare l’evento ai parenti davanti al bambino, potrebbe rendersi conto della nostra ansia e ripetere sempre più spesso il comportamento messo in atto.

Non assecondare il suo desiderio quando la crisi finisce, nel caso lo spasmo sia frutto di un capriccio, perché questo potrebbe rinforzare il suo comportamento.

Non è semplice mantenere la calma, soprattutto, in caso di più bambini e quando la stanchezza prende il sopravvento. Ciò che potremmo provare a fare è gestire le giornate in maniera tale da poter dedicare qualche momento speciale ad ogni piccolo, affinché, non usi gli spasmi e i capricci per attrarre la nostra attenzione. Alla prossima!

Rosaria Uglietti una mamma psicologa

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Autore:

Mi chiamo Rosaria Uglietti e sono una psicologa interessata al benessere fisico e psicologico. Faccio della serenità il mio obiettivo nella vita. Ho studiato psicologia del lavoro e delle organizzazioni, sebbene dentro di me ci sia sempre stato un profondo amore per la psichiatria. La scelta dei miei studi risale a molto tempo fa, a quando ero una bambina. Frequentavo le elementari e provavo una forte attrazione per la mente e tutto quello che si potesse celare nei pensieri dell’uomo, accanto all'amore per la psicologia si faceva strada dentro me una sempre più forte passione per la scrittura. Crescendo arrivo al momento di scegliere gli studi e prediligo Psicologia, pur amando ancora molto lo scrivere e descrivere il mondo che mi circonda. Mi iscrivo all'Università degli studi di Roma e con tutte le difficoltà di una pendolare quotidiana riesco a laurearmi optando per l’indirizzo del lavoro che mi permetterà di entrare nel mondo della formazione, non rinunciando ai miei interessi clinici e psichiatrici. Porto avanti entrambi i miei percorsi nella formazione, affinando le conoscenze della comunicazione e del marketing e approfondendo l’ambito giuridico e psicopatologico. Oggi mi interesso anche di violenza di genere e di alimentazione. Se vuoi saperne di più visita il mio sito.

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