La storia di Claudia

 

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Claudia è una mia sostenitrice in google, una persona riservata e attenta che segue i miei scritti e la mia comunità. Mi ha contattata perché voleva che raccontassi la sua storia ma non vuole che si risalga a lei quindi questo è un nome di fantasia. Claudia ha iniziato a commentare i miei scritti, esponendo di volta in volta i tipici disagi delle neo mamme. In particolare del disagio che si prova nei confronti delle altre mamme e del giudizio impietoso che in genere queste ultime hanno, la solita mancanza di solidarietà femminile.
Entriamo insieme nel mondo di Claudia.
Claudia fin dall’inizio mi investe delle sue emozioni, il suo racconto minuzioso testimonia la sua voglia di raccontarmi ed infatti non esita a raccontarmi cosa ha provato quando ha scoperto di aspettare la sua piccola.
Cosa hai provato quando hai scoperto che saresti diventata mamma?
Ho provato un mix di emozioni, che ripensandoci, mi sembra di rivivere. All’inizio avevo un po’ di paura a fare il test: paura che mi dicesse che era solo un ritardo, che anche questo mese sarebbe stato come tutti gli altri, e ci sarei rimasta male, perché la desideravo veramente tanto. Ma poi mi sono decisa “…dai togliamoci il dubbio, tanto non hai nausea non hai nulla, vedrai che è negativo sicuro!” mi sono detta. Quei minuti che ci sono voluti al test per “validare” il risultato mi sono sembrate ore, mi ricordo che mi sono dovuta sedere perché mi tremavano le gambe, ero emozionatissima. “Il vedrai che è negativo” si stava trasformando in “forse non è negativo”…E poi il risultato finale… “positivo”. Mi ricordo che ho sentito un forte calore partire dalla testa e pian piano diffondersi per tutto il corpo, da un lato ero felicissima, avrei voluto gridare, saltare di gioia, affacciarmi alla finestra e dire a tutti che ero la donna più felice del mondo. Dall’altro avevo un sentimento di timore che mi “frenava”: la paura che ben presto avrei avuto un “piccolo me, un piccolo noi” tra le braccia e che l’avrei dovuto crescere. “come si cresce un bimbo?!?!” Con le lacrime agli occhi per la felicità sono corsa dal mio compagno e gli ho dato la bella notizia.
Claudia pensando alla sua maternità non può fare a meno di ricordare la sua infanzia, i suoi genitori e i suoi nonni, la parola mamma le fa pensare a due persone innamorate: innamorate l’uno dell’altra e del proprio bimbo.
Pensa alla sua storia e dice:-Mi vengono in mente ovviamente i miei genitori, e anche i miei nonni materni anche se non li ho frequentati molto essendo dall’altro capo dell’Italia. Ma so che mia mamma li amava molto.
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Claudia è una persona attenta e le piace spiegarmi i suoi pensieri entrando anche nei particolari, è una mamma che sente tutto il peso della sua responsabilità. E’ una donna che si pone mille domande e tenta di fare del suo meglio come tutte noi. Per Claudia essere mamma è un insieme di cose, positive e negative: è la contentezza di avere una piccola me che gira per casa, la felicità di aver dato vita alla cosa più bella di questa terra e che ora mi completa e senza la quale non mi immagino nemmeno e ora che ho lei mi chiedo pure “ma prima come riuscivo a vivere senza di lei??”. E’ la felicità di vedere ogni suo progresso come un evento unico e che ti rende orgogliosa. E’ il “peso” della responsabilità di crescere una bimba, di crescerla come i miei genitori hanno fatto con me, ma anche meglio. E’ il peso di darle la giusta educazione, il giusto imprinting affinché nel futuro sia una bella persona, migliore di me. E’ la paura di non essere all’altezza del compito.
Nel turbinio delle sue emozioni e dei suoi vissuti Claudia non ricorda parola che avrebbe voluto sentirsi dire, ma ricorda i commenti inappropriati al suo divulgare la notizia. A partire dal suo compagno il quale le ripeteva più volte se fosse sicura della gravidanza. Ricorda, inoltre, i suoi genitori, che come tutte le persone di altra generazione avrebbero sperato prima nel matrimonio e la totale indifferenza dei suoceri. Questo le ha lasciato un po’ di amaro in bocca. Quasi come se chi la circondasse non avesse condiviso la sua gioia e il suo entusiasmo. Il velo di malinconia in Claudia pensando a questi eventi svanisce subito quando le chiedo cosa ha provato nel prendere la sua piccola in braccio la prima volta. Si illumina e ritorna a raccontare con molto impeto e molto entusiasmo.
Ricorda di aver pianto, soprattutto, perché la sua piccola è nata prematura e quindi ha dovuto attendere prima di poterla abbracciare. Mi dice:- Mi sono messa a piangere. Essendo nata prematura non ho avuto la gioia di prenderla in braccio subito dopo il parto, ma solo il giorno dopo. E’ stato bellissimo e davvero emozionante, non volevo smettere di tenerla vicino a me. Finalmente avevo la mia bimba. 
Il termine mamma le ricorda i suoi genitori e i sacrifici che questi ultimi hanno affrontato nel crescerla, ammettendo che fino ad allora non ci aveva pensato così profondamente e non lo aveva capito. La sua paura più grande è il timore che alla sua piccola possa accadere qualcosa. Che possa non stare bene. Che non riesca a darle ciò che desidera. Allo stesso modo in cui la sua speranza è che bambina possa essere sempre felice.  Claudia è una mamma che lavora e come ogni donna che divide la sua vita fra casa e lavoro teme di non riuscire a dedicarle tutto il tempo di cui la bambina avrebbe bisogno e soprattutto ciò che desidera è non doverla lasciare ai nonni. Claudia come tutte noi vorrebbe un mondo in cui non bisognerebbe scegliere se lavorare o fare la mamma. Alla prossima!
Rosaria Uglietti una mamma psicologa

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