Pubblicato in: Essere genitori, consigli per una vita serena

Come gestire la rabbia dei bambini piccoli

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 Molte mamme quando il piccolo compie due anni si ritrovano improvvisamente a non saperlo più gestire. Perché? Cosa accade? Cosa fare?
La risposta a queste domande è molto più semplice di quello che voi possiate pensare, il nostro piccolo sta crescendo! La crescita di un bambino riguarda soprattutto la sua identità e il fare scelte personali, per cui ciò che a noi appare come rabbia o come capriccio è solo il frutto della sua crescita e della sua individualità.
 La rabbia può scatenarsi in qualsiasi momento e per qualsiasi motivo che ai nostri occhi può sembrare banale ma che per lui non lo è. Come vi ho ricordato per altre esperienze, cerchiamo di guardare il mondo attraverso gli occhi del nostro piccolo, armiamoci di tutta la pazienza di cui siamo capaci e soprattutto non giudichiamo il suo mondo con i nostri occhi. Ciò che dobbiamo avere in mente è questo:- Mio figlio sta crescendo, la sua rabbia significa che il mio lavoro di genitore sta andando nel verso giusto.
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La rabbia, infatti, arriva perché oltre a crescere e ad avere la propria individualità, il piccolo fa fatica ad esprimere ciò che vuole se noi siamo genitori severi e soprattutto se tendiamo ad anticipare le sue richieste. Un esempio molto semplice per farvi capire il suo stato d’animo riguarda il mettersi un giubbino quando fa freddo, oppure il cappello o ancora la sciarpa. A quanti genitori sarà capitato di lottare per far mettere la giacca, il cappello, la sciarpa? Avete mai pensato che il nostro avvertire freddo o caldo è diversamente percepito dal bambino? Ecco! Il suo dire no, non è un affronto alla nostra autorità ma semplicemente la sua capacità di dirci se ha freddo, oppure, caldo. Noi genitori siamo entusiasti ma spesso anche impauriti da questa rabbia e dai continui noi, siamo orgogliosi della crescita dei piccoli, ma allo stesso tempo, temiamo per la nostra capacità di intervento.
Un altro mito da sfatare è la possibilità che nostro figlio voglia provocarci. Molti genitori, difatti, credono che la rabbia e i capricci del bambino siano un attacco alla loro persona. Niente di più sbagliato.
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Cosa fare e cosa evitare per gestire la rabbia

Può accadere che la rabbia si manifesti perché non trova un giocattolo, oppure, una torre di costruzioni è caduta, che fare? La prima cosa che ci verrebbe in mente è quella di dire:- Non fa niente! Magari anche con un tono alto. Il bimbo in quel caso può sentirsi solo mortificato e deriso dei suoi sentimenti, meglio evitare. 

Ciò che potremmo fare invece è aiutarlo a cercare il giocattolo, oppure, dirgli adesso facciamo una torre più alta e più bella!

Molte volte, accade anche che il piccolo si allontani da noi perché arrabbiato, anche in questo caso, non prendiamola sul personale, dopo poco vedrete che verrà da voi e in quel caso dovete accoglierlo e sostenere i suoi sentimenti e le sue emozioni.

Evitare la fretta nella vita di tutti i giorni. 

Molte volte accade che la rabbia del piccolo arrivi nei momenti per noi cruciali, al mattino prima di andare a scuola e durante la spesa. Perché? La risposta è semplice, stiamo imponendo ai nostri piccoli i nostri ritmi. Cosa possiamo fare? Alcuni genitori, soprattutto quelli che lavorano, tendono ad incastrare i vari elementi della propria vita, in questi sono inclusi l’accompagnamento a scuola e la spesa. Molti genitori pensano anche che non sia giusto darla vinta ai propri piccoli. Posso assicurarvi che rispettare i tempi del bambino non è dargliela vinta, è soltanto un modo per vivere sereni. Sarebbe opportuno trovare uno stratagemma per non dover sempre correre. La calma e la lentezza sono uno stato mentale, ricordatelo! La mattina possiamo anticipare la sveglia di qualche minuto per non dover correre, se i genitori lavorano entrambi, trovare un modo per dividersi l’accompagnamento e magari cercare un rito che permetta al bambino di fare le cose senza intoppi. Ogni famiglia avrà il proprio rito ed il proprio ritmo. Che fare se nonostante un rito il bambino faccia un capriccio? Calma, essere calmi è sempre l’arma migliore, abbracciare il piccolo, rassicurarlo e per una volta dimenticarsi dell’orologio.

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Riguardo la spesa, un’ottimo consiglio è quello di evitare di farla quando il bimbo è stanco. Un ottimo stratagemma potrebbe essere quello di programmare la spesa affinché non diventi un peso. Trovare un momento in cui si possano conciliare i nostri impegni quotidiani. Vi porto un esempio personale, io non posso guidare a causa della fibromialgia come sapete, mio marito, invece, è soggetto a turni. Il nostro momento della spesa è diventato un piccolo rito per far trascorrere più tempo Maya con il papà e di conseguenza per me di scegliere tra gli scaffali. Maya resta in macchina con il papà ad ascoltare la musica, è stata una sua specifica richiesta, mentre io faccio la spesa, quando è il momento di mettere le cose in macchina abbiamo due possibilità, la prima è chiamarli così mio marito mi aiuta ed io sto con Maya, la seconda, quando la spesa non è pesante è andare io da loro con il carrello e farmi aiutare da entrambi. In questo modo la spesa da momento di corsa diventa un momento di condivisione. Alla prossima!

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Autore:

Mi chiamo Rosaria Uglietti e sono una psicologa interessata al benessere fisico e psicologico. Faccio della serenità il mio obiettivo nella vita. Ho studiato psicologia del lavoro e delle organizzazioni, sebbene dentro di me ci sia sempre stato un profondo amore per la psichiatria. La scelta dei miei studi risale a molto tempo fa, a quando ero una bambina. Frequentavo le elementari e provavo una forte attrazione per la mente e tutto quello che si potesse celare nei pensieri dell’uomo, accanto all'amore per la psicologia si faceva strada dentro me una sempre più forte passione per la scrittura. Crescendo arrivo al momento di scegliere gli studi e prediligo Psicologia, pur amando ancora molto lo scrivere e descrivere il mondo che mi circonda. Mi iscrivo all'Università degli studi di Roma e con tutte le difficoltà di una pendolare quotidiana riesco a laurearmi optando per l’indirizzo del lavoro che mi permetterà di entrare nel mondo della formazione, non rinunciando ai miei interessi clinici e psichiatrici. Porto avanti entrambi i miei percorsi nella formazione, affinando le conoscenze della comunicazione e del marketing e approfondendo l’ambito giuridico e psicopatologico. Oggi mi interesso anche di violenza di genere e di alimentazione. Se vuoi saperne di più visita il mio sito.

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