Una giornata di ordinaria follia, quando le gestanti impazziscono ( e le loro mamme di più)

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Qualche mese fa ho subito un piccolo intervento, mi trovavo nell’ospedale dove lavora il mio medico di fiducia, che purtroppo per me è anche il primario dell’ospedale, per cui già questo non ti fa vedere di buon occhio dalle altre degenti. Come se non pagassi anche io, è il mio medico, mica è mio padre! In ogni caso mi hanno ricoverata vicino alla corsia delle gestanti, le quali poverine ( anche se devo dire che non tutte sono così, io non lo ero) pensano che per il solo fatto di avere un bimbo in grembo gli si debba stendere un tappeto di rose rosse ad ogni respiro. In ogni caso una gestante in particolare, insieme alla sua mamma, facevano il bello e il cattivo tempo nella corsia, cellulari accesi durante il giorno e la notte, se faceva freddo ma loro avevano caldo doveva stare tutto spalancato, viceversa se faceva caldo ma loro avevano freddo, era tutto serrato. La frase più ripetuta dalla mamma della degente era:- Mia figlia è incinta, come se le altre degenti stessero in ospedale a grattarsi la pancia, stanche di stare nelle loro case! La frase più inflazionata della figlia era:- La prossima volta prendo una stanza privata, ma neanche se ne andava! Aveva avuto un picco della pressione, nella sua camera c’era la sua famiglia e il papà si improvvisava medico tramite google, chiasso e aria viziata, ma se per caso qualcuno poi voleva chiudere un po’ la finestra perché aveva freddo, guai! Se per caso la povera donzella incinta invece aveva il minimo brivido, giù a serrare tutto. Adesso sembrerò la solita mamma che non ricorda cosa significhi essere incinta, ma da una persona che vi posso garantire, ha trascorso più ore in ospedale durante la gravidanza che in tutta la sua vita, mai e poi mai ho mancato di rispetto a chi condivideva con me la stanza, oppure, si trovava nella stessa corsia d’ospedale. Mi ricordo, anzi, a dirla tutta, che io avevo freddo, avevo appena partorito e la mia camera aveva le finestre spalancate, perché, la mia compagna di stanza che avrebbe partorito di li a poco aveva freddo. Sapeste quando è nata la sua piccola come erano ben serrate le finestre, guai se avesse preso la febbre! Queste sono il più delle volte le donne, ecco il motivo per cui è nato questo blog, provare a dare spazio a quelle donne atipiche come me che semplicemente sanno molto, ma non pensano di sapere tutto della vita. Alla prossima!

Rosaria Uglietti una mamma psicologa

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