Una buona madre allatta al seno, sarà vero?

preview

Questo titolo provocatorio nasce dalle recenti letture in rete in cui si parla esclusivamente dell’allattamento al seno come se chi non volesse o non riuscisse a farlo fosse a priori una cattiva madre.

Allattare al seno per me è stata una delle esperienze più belle della vita, tuttavia, non bisogna criminalizzare le mamme che per mancanza di voglia o altri motivi non hanno fatto questa esperienza. Le mamme già sono vessate dai giudizi altrui, soprattutto, da quello delle altre mamme, proviamo solo per un attimo a pensare come ci potremmo sentire ad essere tormentate per qualsiasi scelta e agiamo di conseguenza.

E’ vero che grazie al latte materno i nostri piccoli si ammalano di meno perché hanno i nostri anticorpi, tuttavia, bisogna anche ammettere che di latte artificiale non è mai morto alcuno.  Ci sono mamme che soffrono di grande stress durante l’allattamento e non sempre riescono a portarlo avanti, non bisogna criminalizzarle per questo motivo, bisogna, inoltre, riconoscere che c’è poca attenzione all’aspetto psicologico di queste ultime da parte di tutti. Pensiamo alla gravidanza, la mamma scompare, esiste solo il piccolo, che diventa lo specchio delle auto celebrazioni altrui, di quanto si è state belle e fortunate durante la propria gravidanza, per non parlare del parto. Alla nascita, chissà perché, tutte le altre mamme erano belle, con abbondante latte. Ricordo ad esempio che per quanto mi riguarda avevano deciso che avessi poco latte. Il tormento che mi riguardava quindi era :- Dalle prima l’aggiunta e poi il seno. Ma se è un’aggiunta non significherà che viene dopo? In ogni caso, trovai l’assestamento dopo un mese, nel mentre ognuno diceva la sua e pensava di saperne meglio del neonatologo della clinica, nonché della pediatra, i quali mi dicevano sorridendo:- Signora non ascolti nessuno, lei è stata già provata dalla gravidanza e dal parto, non si faccia coinvolgere da alcun discorso, che se in alcuni casi ( ad esempio la propria madre) sono fatti a fin di bene, ma non dettati da conoscenze scientifiche che nel tempo cambiano. In altri casi sono fatti senza pensare  e per il puro piacere di metter bocca nei affari altrui. Ascoltai alla lettera questi consigli e mi affidai a loro ed è quanto dico a tutte le persone che incontro nella vita di tutti i giorni per lavoro o per affetto. Sappiamo bene che nei discorsi autoreferenziali, nonché nelle favole l’allattamento a richiesta è  semplice e costituisce la panacea di tutti i mali, nella vita di tutti i giorni, invece, bisogna fare i conti con il lavoro, la casa e tutto il resto. La mia storia credo la conosciate, sono rimasta ferma due anni dopo la nascita di Maya, purtroppo non tutte le mamme hanno questa possibilità, oppure, questa voglia. C’è da dire, inoltre, che alcune mamme non hanno voglia di allattare, non hanno la pazienza e noi non possiamo farci nulla, non dobbiamo denigrarle, ognuno ha la sua vita e la sua storia. Ci sono mamme che per condizioni fisiche e/o psicologiche non possono o vogliono allattare, insomma, la vita è varia e tanta e sarebbe opportuno che noi imparassimo ad usare quel termine usato ed abusato ma che nessuno mette in pratica  e parlo dellempatia.  Immaginiamo di essere una madre vessata dal lavoro, di una che non ha pazienza o di una madre semplicemente stanca, lasciamole il diritto di scegliere serenamente e il piccolo ne gioverà. Alla prossima!

Rosaria Uglietti una mamma psicologa

Facebook Comments

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *