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Adolescenti:istruzioni per l’uso

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Chi ha in casa un adolescente sa bene quanto sia difficile riuscire a star dietro ai suoi mille cambiamenti. Questo periodo di transito è molto simile ai terribili two. Per cui care mamme, se oggi pensate di non riuscire a sostenere un confronto con un bambino di due anni senza perdere la pazienza, fate allenamento. Poi ci saranno i terribili twelve . C’è una caratteristica tipica dell’adolescenza che provoca cambiamenti umorali frequenti ed uno stato di agitazione che preoccupa i genitori più del dovuto, il percepirsi come fuori luogo, fisicamente e psicologicamente. Gli adolescenti tendono a sentirsi inadeguati. I caratteri sessuali in particolare sono percepiti difformi da quello che sono realmente. Le misure tendono ad assumere un ruolo fondamentale. Il seno per le femminucce e i genitali per i maschietti sono la parte più valutata da tutti gli adolescenti.

Come reagiscono i genitori all’adolescenza del figlio?

Questa fase della crescita porta inevitabilmente a dei conflitti, poiché, i genitori non riconoscono più i loro figli. Spesso mi sento dire:- E’ cambiato! E’ sempre scontroso, cosa devo fare?

Una risposta unica non c’è!

Di sicuro ci sono dei comportamenti che possono essere validi un po’ per tutti, uno su tutti l’ascolto. In questo periodo di transito i figli, sebbene siano spaventati dai loro cambiamenti, iniziano a desiderare sempre più indipendenza ed è questa che spaventa i genitori. Non si ha più il potere assoluto sulle decisioni e bisogna sempre più preparare il proprio piccolo a spiccare il volo. Riuscire a dare sempre più indipendenza ai propri figli non è semplice, me ne rendo conto. Le mamme in particolare vorrebbero i propri figli sempre sotto la propria ala protettiva. Ciò che potete fare in questo momento è pensare che più vostro figlio sarà indipendente, migliore sarà il vostro lavoro svolto. Accanto all’ascolto, ci vuole una presenza costante e discreta, dovete imparare a guardare i vostri piccoli da lontano.

Non si diventa grandi all’improvviso, è un processo lento, che dura tutta la vita. Ciò che possiamo fare è accompagnare i nostri figli nelle loro scelte, evitando di scegliere per loro. Alla prossima!

 

 

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Spannolinamento: come sopravvivere alle fuoriuscite di pipì

baby-19261_1280Cara mamma che ti appresti a togliere il pannolino a tuo figlio, immagino starai facendo tutte le ricerche possibili e immaginabili per superare indenne questa fase! Avrai già letto mille mila post di consigli e strategie salva pipì e molte di esse non avranno avuto un buon esito e quindi ti sentirai ancora una volta FANTOZZI ALLA RISCOSSA! Non temere magari non è tempo di spannolinamento tutto qui!

Hai notato che in tutti i post ogni mamma dice la sua ( ed  è giusto, non siamo fatte con lo stampino!) ma nessuno ti dice che forse il piccolo non è pronto? Di seguito ti indico i segnali che ti dicono se tuo figlio è davvero pronto, siediti e leggi con calma.

SEGNALI FISICI

E’ sempre più regolare nell’evacuazione, con intervalli abbastanza regolari

Ha il pannolino asciutto a due ore dal cambio, soprattutto se ha preso latte oppure altri liquidi

Sale e scende le scale da solo e senza sostegno

Trovi il pannolino asciutto al mattino. Questo indica che tuo figlio ha un buon controllo sfinterico ( riesce a trattenere pipì e cacca per otto ore)

SEGNALI EMOTIVI

Tuo figlio non sta attraversando un periodo emotivo delicato ( nascita di un fratellino, cambio di casa)

Ha una sufficiente proprietà di linguaggio che gli permetta di dirti che è bagnato

COSA FARE 

Affronta il passaggio con calma e tranquillità.

Compra un numero sufficiente di ricambi ( moooooooooooolte mutandine e pantaloncini per i maschi e gonne per le femmine)

Segnati gli orari in cui fa cacca e pipì perché se inizia ad essere regolare un po’ prima gli puoi chiedere di accompagnarlo in bagno per evitare incidenti di percorso ( se ci saranno lo stesso fai come Fantozzi urla nella bottiglia di nascosto 🙂 )

COSA NON FARE

Non farti prendere dall’ansia. NON E’ UNA GARA!

Non mostrarti delusa se non riesce al primo colpo e poi magari la farà a terra

Aspetta che scenda dal gabinetto prima di tirare l’acqua e non arrabbiarti se non vuole che sia tirato lo sciacquone. Vedere l’acqua che tira via tutto per alcuni bambini è spaventoso

Non fare confronto, ogni bambino ha i suoi tempi

Non avere fretta, se ti rendi conto che sta arrivando settembre vuol dire che non è tempo

Ogni bambino ha i suoi tempi, le sue ansie e la sua sensibilità, ascoltalo, osservalo e se non riuscirà al primo colpo  tranquilla NON SIGNIFICA CHE SEI UNA CATTIVA MADRE! 

Alla prossima!

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E’ in arrivo un fratellino: come vivere una gravidanza serena

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L’arrivo di un fratellino o sorellina comporta una serie di domande che tutte le mamme si pongono. Paradossalmente il secondo figlio agita più del primo. La mamma si chiede se riuscirà ad amare il secondo figlio come ha amato il primo. Se riuscirà a gestire la gelosia di quest’ultimo.

Che fare?

Non c’è una risposta univoca, il buon senso la fa sempre da padrone, tuttavia, ci possono essere una serie di comportamenti per accogliere il fratellino e vivere sereni. Prima di tutto consideriamo il fratello più grande, come prepararlo? Come gestire la sua gelosia?

Sii tu a dire al piccolo che avrà un fratellino ( no a sorprese da parte di terzi)

Coinvolgi il tuo bimbo in tutta la gravidanza, questo lo aiuterà a gestire al meglio le emozioni.

Non fare cambiamenti in procinto della nascita ( togliere pannolino, ciuccio, inserire a scuola).

Spiegagli che dovrai andare in ospedale quando il fratellino nascerà, che potrà farti visita e che avrai bisogno di lui per accudire il fratellino.

Preparati a fasi regressive ( pipì addosso, capricci).

Sii molto paziente ( anche se avrai voglia di urlare).

Non dirgli che è grande ( lascia che sia lui a dirlo)

Non dirgli che avrà un nuovo compagno di giochi, questo crea delle aspettative che non sempre sono rispettate. Anzitutto perché ci vorrà del tempo prima che possano giocare realmente insieme. In secondo luogo potrebbero avere caratteri differenti e non è giusto che tu gli imponga dei giochi comuni quando non si ha voglia. Potrebbe essere il presupposto per una competizione senza fine.

Il giorno in cui il piccolo verrà in ospedale a trovarti non farti trovare con il nuovo arrivato in braccio. Lascia che sia lui a chiederti di vederlo, ascolta le sue emozioni e non arrabbiarti qualora non volesse subito stargli vicino.

Prova a dividere le giornate in piccoli momenti speciali per ogni figlio ( lo so che potrebbe sembrare impossibile e che la giornata è di 24 ore)

Capiterà sicuramente che tuo figlio più grande vorrà mangiare, bere o fare la pipì mentre stai allattando. Munisciti di pazienza e usa strategie di buona convivenza. La prima cosa che puoi fare è tenere accanto a te qualcosa da mangiare o da bere, ( che sicuramente  proprio in quel momento ne vorrà).

Usa strategie di coinvolgimento, ad esempio se il nuovo arrivato sorride chiama il grande e digli che quel sorriso è per lui!

Coinvolgi il papà e gli amici nella gestione delle emozioni del piccolo (soprattutto quando il nuovo arrivato sarà con voi e tutti vorranno solo lui, dimenticandosi del grande)

Gestisci con il papà ( orari permettendo) la cura dei piccoli, mentre uno allatta, l’altro gioca, oppure racconta.

Fagli capire che comprendi le sue emozioni e dagli il tempo di rendersene conto. Ci vorrà un po’ di tempo, ma con la pazienza capirà che lo comprendi, che gli sei vicino e che il tuo amore per lui non è cambiato.

Alla prossima!

 

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Gli spasmi affettivi:cosa sono e come si risolvono

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Avete mai visto un bimbo che piangendo dalla disperazione arriva a perdere temporaneamente il respiro? Ecco quello è uno spasmo affettivo. E’ la conseguenza di un disagio e/o la reazione alla rabbia. Questo fenomeno è molto più comune di quello che si possa pensare e può iniziare già intorno ai 6 mesi.

Quali sono le caratteristiche di uno spasmo affettivo?

Il bambino, dopo aver pianto a lungo, non riesce più a respirare, diventa cianotico e si irrigidisce. Possono esserci episodi di contrazione involontaria. I bambini più sensibili possono anche avere una crisi convulsiva o perdere i sensi. Il tutto dura pochi secondi, ma per una mamma quegli attimi possono sembrare una eternità.

Perché arriva uno spasmo affettivo?

Come dicevo prima ci sono bambini che hanno una sensibilità più spiccata di altri e quindi reagiscono alle controversie trattenendo il respiro. Questo è il caso dei bambini piccoli, i quali, non riuscendo a sostenere il dolore reagiscono con uno spasmo. I bambini un po’ più grandi, invece, possono anche mettere in scena uno spasmo affettivo, poiché sanno che in quel modo i genitori, presi dalla paura, esaudiranno i suoi desideri. Quasi come se fosse un comportamento a comando.

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Lo spasmo affettivo, quindi, può essere un modo per attrarre l’attenzione dei propri genitori. Non meravigliamoci se questa modalità comportamentale è riservata alle mamme, che in genere sono le detentrici delle regole familiari. Lo spasmo affettivo, infatti, è scatenato da un capriccio eccessivo, dalla rabbia, da un dolore.

E’ importante in ogni caso, alla prima manifestazione di uno spasmo affettivo di mettere al corrente il pediatra che dovrà scongiurare cause differenti dall’emotività del piccolo. Attraverso degli esami opportuno il genitore potrà essere rassicurato che quegli spasmi non hanno nulla a che vedere con una crisi di epilessia.

Cosa fare quando il piccolo non respira?

E’ importante in queste circostanze mantenere la calma. Lo so non è semplice, ve lo dice una che controllava il respiro della sua piccola durante il sonno e per fortuna Maya non è una bambina particolarmente capricciosa. Ha i suoi momenti come tutti, ma non ha mai avuto uno spasmo affettivo. Per fortuna direi! Iniziamo con il distinguere l’età del piccolo. Qualora lo spasmo si verifichi in un bambino piccolo, allora è opportuno soffiarlo in viso, schizzargli un po’ di acqua sul viso, interrompere quindi la crisi, senza spaventarlo ulteriormente. Nel caso di un bambino più grande la calma serve per comprendere se il comportamento è reale o meno. Il bambino non deve associare il pianto eccessivo e la crisi respiratoria con il timore della mamma, soprattutto, quando il comportamento è messo in atto per ottenere qualcosa.

COSA FARE

Tranquillizzare il bambino, farlo calmare e subito dopo riprendere le attività che si stavano compiendo

Il bambino deve sentirsi amato, ma allo stesso tempo, gli si deve far capire che quel comportamento non potrà essere usato per attrarre l’attenzione.

COSA NON FARE 

E’ importante mantenere la calma e se possibile evitare di guardare il bambino, perché, quello è indice di attenzione attesa.
Prenderlo in braccio per calmarlo ed evitare che si faccia male, ma assolutamente non dargli da bere.
Non raccontare l’evento ai parenti davanti al bambino, potrebbe rendersi conto della nostra ansia e ripetere sempre più spesso il comportamento messo in atto.

Non assecondare il suo desiderio quando la crisi finisce, nel caso lo spasmo sia frutto di un capriccio, perché questo potrebbe rinforzare il suo comportamento.

Non è semplice mantenere la calma, soprattutto, in caso di più bambini e quando la stanchezza prende il sopravvento. Ciò che potremmo provare a fare è gestire le giornate in maniera tale da poter dedicare qualche momento speciale ad ogni piccolo, affinché, non usi gli spasmi e i capricci per attrarre la nostra attenzione. Alla prossima!

Rosaria Uglietti una mamma psicologa

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Il giudizio delle mamme, quelle frasi che fanno male

Quando ho partecipato a mamme in parlamento mi è rimasta in mente una frase detta da una mamma blogger: Mamma felice:- Per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio! Niente di più vero! Questo non significa però che questo villaggio, per lo più costituito da mamme, debba sentenziare su ogni respiro della neo mamma!
Ogni mamma ha i suoi timori e fra i primi vi è la paura di non essere all’altezza! Ogni mamma inoltre ha un proprio istinto, ogni mamma sa cosa è bene per il suo bambino. Allora perché non riusciamo a fare quello che ci viene dal cuore? Semplice, temiamo di sbagliare! Sappiamo che nostro figlio è la cosa più preziosa al mondo e quindi andiamo nel panico. Questo panico ci induce a volte a seguire la massa, altre volte ad estraniarsi troppo. Mi ricordo quando nacque Maya, il neonatologo disse una cosa che mi rimase nel cuore:- Signora non ascolti nessuno, tranne se stessa. Vedo troppi familiari, conoscenti e/o estranei intromettersi nella crescita dei piccoli. Ascolti solo il suo pediatra o me, se ha qualche dubbio venga pure. Abbiamo una laurea per questo! Ebbene io così ho fatto, anche se l’invadenza comunque non me la sono risparmiata! Tutti sapevano tutto! Con il tempo ovviamente ho imparato a gestire le intromissioni, ma dentro alcune volte ho continuato a sentire quella pesantezza del giudizio. Questo accade, soprattutto, quando abbiamo qualcosa di irrisolto dentro! Io ad esempio avevo il tormento di tutte le patologie che mi erano state diagnosticate in gravidanza e dopo e quindi mi sentivo sempre una mamma di serie B. Credo che nelle mamme inconsciamente scatti questo quando hanno da ridire sulle altre, una sorta di rivalsa per quello che hanno subito anche loro. Sarebbe molto più bello se si riuscisse invece a scendere dal piedistallo. A prendere la vita con serenità e a lasciar vivere, ma si sa giudicare è più facile! Alla prossima!

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Perchè è importante non fare paragoni con i nostri figli?

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Guarda tuo fratello come è bravo! La frase tipica di ogni genitore, soprattutto, quando è arrabbiato, oppure, non riesce a farsi ascoltare dal proprio piccolo. Questa frase che potrebbe apparire tanto banale in realtà per i nostri figli è una lama nel cuore. I figli non sono mai uguali, accade anche di avere una maggiore complicità con uno rispetto all’altro inutile negarlo, questo non significa che ci sia differenza in termini di amore, ma a maggior ragione non deve indurci a sottolineare le differenze fra l’uno e l’altro.

E’ molto importante che i genitori imparino ad evitare i paragoni, ci vuole allenamento certo ma è di vitale importanza.

Tutte le volte che facciamo un paragone è come se minassimo l’autostima, è come se i nostri figli capissero che non vanno bene, che non sono all’altezza e che non fanno abbastanza. Oltre all’autostima, inoltre, i nostri figli sentendosi feriti potrebbero anche adottare dei comportamenti sbagliati di proposito, come per punirci della mancanza di amore che avvertono in quelle frasi.

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L’intento dei paragoni di sicuro non è far soffrire i figli, nella nostra testa il pensiero è:- In questo modo mio figlio sarà motivato. L’effetto invece è proprio l’opposto. Il bambino si sentirà demotivato proprio perché penserà che per noi non avrà fatto abbastanza o comunque ci sarà riuscito tardi. Ricordiamoci che ogni bambino è diverso dall’altro e alleniamoci ogni giorno ad evitare i paragoni. Alla prossima!

 

 

 

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Neo mamme: frasi da evitare e comportamenti da assumere

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Quando una nostra amica ha partorito la prima cosa che ci viene in mente è di andarle a fare visita. Che sia in ospedale, oppure, a casa la prima cosa cui si pensa è andiamo! Tutti presi dall’entusiasmo non si rendono conto che quello è un momento delicato, che non avrà eguali nella vita. Anche il matrimonio è nulla al suo pari. Per cui ogni uno è pronto a dire la sua, a dispensare consigli non richiesti e NESSUNO  che le dica ti serve aiuto? L’aiuto di cui parlo  è una lavata a terra, riordinare la casa, fare la spesa, non certo prenderle il piccolo dalle braccia. Fateci caso, la prima cosa invece che si tende a fare è proprio questa, il piccolo sembra un pupazzo che deve essere sballottolato a destra e a manca. 

Quali sono le frasi tipiche che una mamma si sente dire?

Presto tornerai anche in forma. 

Posso prenderlo in braccio ( e magari sei appena uscita dall’ospedale)

Lo allatti al seno?

Se piange è perché? ( consigli non richiesti che neanche google ne conosce così tanti)

Presto ci vorrà la compagnia ( datele il tempo di riprendersi e se ci sono complicazioni che non conoscete?) 

Ti vedo stanca ( provate voi a partorire e essere pronte per una maratona!)

Dovresti dormire quando dorme lui ( date al piccolo il tempo di abituarsi, date alla mamma il tempo di trovare un equilibrio. e le mamme che devono subito tornare a lavoro? )

La tua vita è cambiata non puoi fare quello che facevi prima! 

Queste frasi sono come delle sentenze e le mamme vorrebbero solo dirvi:- Fatevi i fatti vostri. Datemi il tempo di capirci qualcosa! O ancora:- Voglio stare sola. Le altre mamme poi sono le peggiori, già prodighe di consigli e giudizi solenni. Mi ricordo quando è nata Maya, avevo ancora le flebo nel braccio e giù tutta una serie di domande, giudizi e intromissioni nella mia vita. Nessuno che si chiedesse come potessi stare visto che ero stata più di tre ore in sala operatoria. Nessuno che prestava attenzione al ginecologo che diceva;- E’ un miracolo che siano ancora qui. Ma si sa il giudizio imperante è più forte anche di una morte scampata. Alla prossima!

Rosaria Uglietti una mamma psicologa